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Privacy e Social Media

Quanto tempo passiamo mediamente al telefono?
Oggi il telefono è da considerarsi un prolungamento dell’uomo: dobbiamo entrare nell’ottica che gli smartphone sono ormai mezzi di comunicazione imprescindibili.
Lo smartphone riesce a sostituire le funzionalità dei computer ed è inoltre sempre possibile averlo a portata di mano.
All’interno dei nostri schermi è contenuto un mondo, che riguarda gli altri e noi personalmente: basti pensare al panico che scatena lo smarrimento di uno smartphone, probabilmente ricco di dati personali, codici di carte e tanti altri dati sensibili.
Ormai il telefono viene utilizzato costantemente e quasi in maniera spasmodica.
Secondo numerose ricerche, tra cui quella di “State of Mobile 2022”, passiamo mediamente 4,8 ore al giorno utilizzando i nostri dispositivi mobili, vale a dire una considerevole parte della nostra giornata.

Durante il lockdown quanto è aumentato l’utilizzo del cellulare?
La pandemia globale ha ulteriormente aggravato la situazione: persone di ogni età hanno cominciato ad utilizzare lo smartphone come un rifugio, come una via di fuga dalla monotonia, sprofondando così in innumerevoli ore davanti a uno schermo.
Il fenomeno è maggiormente visibile nel mondo degli adolescenti: l’utilizzo dei social è aumentato in grande misura e il tempo totale davanti al cellulare ha subito un grande incremento dovuto anche alla nata esigenza della didattica a distanza.
Il vero problema è rappresentato dal fatto che queste pratiche di abuso dello smartphone sono diventate abitudini: ad oggi risulta impensabile un mondo senza DAD o senza accesso costante sui social.

L’abuso dell’utilizzo del cellulare ha provocato cambiamenti scientificamente comprovati a livello neurologico?
Tuttavia l’abuso nell’utilizzo di questi dispositivi non rappresenta soltanto uno spreco di tempo: le conseguenze sono ben più gravi e riguardano l’intero sistema neurologico.
Secondo uno studio della RSNA, la dipendenza da smartphone aumenta i livelli di un neurotrasmettitore presente nella regione del cervello.
Questo neurotrasmettitore, chiamato GABA, consente la gestione dell’ansia e il mantenimento di un equilibrio mentale: i livelli devono essere nella media per poterne consentire la corretta funzione.
E’ inoltre scientificamente provato che l’abuso e la dipendenza da dispositivi e internet è anche causa di depressione, stati di panico e insonnia soprattutto nei più giovani.

Esistono fenomeni nell’infanzia o nell’adolescenza causati dall’utilizzo dei cellulari?
Le ripercussioni di un uso scorretto dei dispositivi mobili non sono soltanto a livello neurologico; spesso si assiste a truffe, frodi e imbrogli online ai danni di soggetti ingenui e indifesi come bambini o adolescenti: un chiaro esempio è il fenomeno del 2016 denominato “Blue Whale Challenge”.
Quest’ultimo consisteva in un “gioco” che prevedeva 50 regole da seguire in 50 giorni per raggiungere l’obiettivo finale segreto: il suicidio.
La difficoltà delle “missioni” indicate da un profilo fake detto “master” era in crescendo: nei primi giorni il livello era molto semplice fino ad arrivare a vere e proprie sfide di autolesionismo, con cui accumulare un punteggio volto alla sfida finale.
Il fenomeno prese piede specialmente in Russia dove nel 2016 sono stati registrati numerosi suicidi di bambini e adolescenti, ma si pensa fosse diffuso in tutto il mondo.

Fonti: