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Proximity Marketing, cos’è e come usare questa tecnologia!

Il principio che sta alla base alle attività di Proximity Marketing è molto semplice.

L’impresa che voglia investire nel marketing digitale si trova spesso a concentrare tutti i suoi sforzi nella brand awareness e nella fase di acquisizione del cliente. Ottimizzerà il proprio sito in termini SEO, creerà un blog per aumentare la propria credibilità presso il target di riferimento, userà i Social Media come canale di comunicazione attiva e bidirezionale con i propri clienti. Insomma, concentrerà molti dei propri sforzi nella parte alta del funnel di conversione.

Che succede invece nella parte bassa del funnel, che pure dovrebbe essere una zona di massima attenzione per il marketing di ogni impresa? Se parliamo di un’azienda che completa il proprio funnel di conversione online – come un e-commerce, ad esempio – non avremo dubbi: la finalizzazione del processo sarà tutta interna al sito web, con obiettivi chiari e misurabili, e la possibilità di ottimizzare i flussi nel migliore dei modi.

La maggior parte delle imprese, tuttavia, non opera così: alla fase di brand awareness e a quella di acquisizione del cliente seguiranno necessariamente momenti di contatto che esulano dal mondo digitale.

Si pensi ad un punto di vendita, a un hotel o a una località turistica, per citare solo alcune delle possibilità.

La rivoluzione mobile nel punto di vendita

La rivoluzione mobile che stiamo vivendo in questi anni non è stata ancora del tutto compresa dalle aziende, che si limitano troppo spesso a inseguire il fenomeno senza comprenderne a fondo la portata.

Avremo così imprese che rendono responsive il proprio sito, altre che sviluppano App che poi non sono capaci di aggiornare o gestire, e che quindi subiscono una velocissima obsolescenza da mancanza o inadeguatezza di contenuti. Anche nella migliore delle ipotesi, tuttavia, la domanda permane: come faccio a far sì che la mia attività di content marketing – quella che presumibilmente ha portato il cliente al negozio – continui anche dentro al negozio, o al punto di contatto con il cliente, sfruttando la prossimità del cliente con i miei prodotti come un vantaggio per offrire sia contenuti pertinenti, sia offerte commerciali in upselling che possano far aumentare il mio scontrino medio?

La risposta migliore che conosco a questa domanda è: con il Proximity Marketing!

I 3 ingredienti base del Proximity Marketing

Il marketing di prossimità si basa su due principi fondamentali: occorre offrire al cliente contenuti pertinenti con la sua intenzione di acquisto, e occorre farlo nel momento in cui egli è in prossimità del prodotto che intende acquistare.

Per ottenere questo risultato, sono necessari evidentemente tre ingredienti.

Il primo di questi ingredienti è facile da procurare. Si parla, ovviamente, dei contenuti: perché la tecnologia è bella e utile, ma se non la si riempie di contenuti pertinenti e utili al target rimane sterile.

Il secondo ingrediente è un mezzo in grado di veicolare i contenuti al target di riferimento. Una mobile App, insomma, che si possa riempire dinamicamente dei contenuti che si intendono associare a un determinato prodotto o servizio.

Il terzo ingrediente è forse il meno intuitivo. Parliamo di uno strumento di intermediazione, in grado di comunicare alla tua mobile App che sei in una posizione associata a un contenuto specifico. Questo strumento è il beacon.

Beacon: che cosa sono

Quando parliamo di Proximity Marketing, ci riferiamo alla nostra capacità tecnologica di costruire delle applicazioni mobile che siano in grado di reagire dinamicamente a degli stimoli ambientali dettati dalla posizione in cui si trova lo smartphone del cliente.

È qui che entra in gioco il beacon: la tecnologia ad oggi più utilizzata per fornire questo tipo di stimoli.

Un beacon, infatti, non è altro che un piccolo congegno (mediamente grande quanto una scatola di fiammiferi) che consente l’emissione di segnali continui mediante il protocollo bluetooth.

I beacon – fari, in inglese – sono appunto dei piccoli dispositivi alimentati a batteria che emettono un segnale costante in un raggio che varia dai pochi centimetri a qualche decina di metri. Questo segnale può essere raccolto da una app abilitata e utilizzato come interprete per segnalare alla app stessa che si trova in prossimità di una determinata posizione, nella quale il software deve reagire in modo preordinato

Qual è il vantaggio? È, evidentemente, nella possibilità di connettere il cliente allo store, al punto di vendita, favorendo una interazione dinamica con lo smartphone dell’utente quando questi si trovi nel raggio d’azione del beacon.

Il cliente che approccia, per esempio, il settore lavastoviglie dello store vedrà apparire automaticamente sulla App del negozio, preventivamente installata sullo smartphone, non solo caratteristiche e prezzi, ma anche risposte alle sue domande più tipiche relative alla tipologia di prodotto – ad esempio, consigli sulla scelta della classe energetica o su quale tipologia di detersivo sia più adeguata ad ogni modello.

Per questo, evidentemente, va costruita una strategia di marketing ad hoc che parta dall’analisi del tipo di attività commerciale e dal profilo tipico dell’utenza per creare risposte significative ai bisogni normalmente espressi dai clienti nel corso della loro visita nello store.

In questo modo, sarà possibile finalmente non solo concludere una vendita, ma anche creare una relazione stabile e significativa tra store e singolo cliente.

Marketing di prossimità: bidirezionalità e upselling

Tuttavia, si può andare ancora oltre.

Sì, perché la reale efficacia del marketing di prossimità non è solo nella capacità di inviare al cliente informazioni utili e pertinenti con i suoi interessi proprio mentre questi si stanno manifestando. È, soprattutto, in altre due sue caratteristiche: la bidirezionalità e la capacità di creare valore aggiunto sfruttando il meccanismo dell’upselling.

Attraverso questi meccanismi, sarà possibile portare l’ibridazione dei canali al massimo grado, controllando finalmente ogni fase del customer journey e rendendo l’esperienza utente nel negozio fisico molto simile a quella della shopping experience in un e-store.

Un servizio clienti in linea (magari in remoto, e unico per una catena di negozi in franchising), l’esposizione sulla App di prodotti correlati con quello che si sta osservando e la possibilità di creare offerte istantanee contestualizzate, coupon e buoni sconto digitali da utilizzare in cassa al momento del check-out: sono solo alcuni esempi a caso su come si possa utilizzare una App di prossimità per creare un coinvolgimento del cliente nel punto vendita, costringendolo a una immersione totale e priva di elementi di distrazione e derive verso i siti e le applicazioni dei competitor.

Trattiamo ora un esempio reale per rendere meglio l’idea del potenziale di questa tecnologia:

Si pensi di soggiornare in un hotel che al proprio arrivo fornisce un beacon: una chiave personalizzata e correlata con il numero della tua camera. Fino a quando si avrà il beacon con se, le porte dell’hotel saranno tutte aperte: tramite l’App dedicata ai clienti si potrà infatti avere un canale di comunicazione privilegiato con tutti i servizi dell’albergo. Si potrà comunicare con il concierge in tempo realeprenotare la SPA e la cena al ristorante dell’hotel, essere informato di tutto quanto succede nel luogo di villeggiatura: eventi, manifestazioni, cose interessanti da vedere.

Ma non solo: perché l’hotel potrà a sua volta proporrà servizi aggiuntivi, coupon particolari (“Prenota subito la cena in camera con il 10% di sconto!”), prodotti e servizi di terze parti in convenzione (“Per tutte le clienti dell’hotel, oggi il parrucchiere Figaro applica una tariffa speciale per la messa in piega”). Il tutto, con possibilità di prenotare il servizio direttamente dalla App.

Poi, quando si partirà, consegnando il beacon al check-out, la app non darà più informazioni correlate con la  permanenza, ma offerte e promozioni per favorirne il ritorno.

Il wifi applicato nel Proximity Marketing

Il wi-fi marketing è uno strumento di mobile engagement in grado di sfruttare la prossimità per favorire il contatto tra il mondo fisico e quello digitale. È possibile quindi offrire una nuova modalità di esperienza per gli utenti nel punto vendita. È fondamentale utilizzare il proximity marketing all’interno di una strategia di distribuzione di contenuti digitali.

Si fa collegare l’utente al wi-fi in modo totalmente gratuito chiedendo in cambio soltanto qualche dato. Tali dati saranno fondamentali per promuovere la propria attività distribuendo contenuti digitali e trasformando una semplice visita in negozio in una magnifica esperienza di contatto attraverso il mobile.

Offrire connessioni gratuite ai clienti di un grande parco divertimenti, in alcune aree o durante le code delle attrazioni, è un buon modo per entrare in relazione con loro. Il Wi-Fi è apprezzato anche in parchi giochi per bambini, sale per feste di compleanno, laser game o parchi avventura, se raggiunti da connessioni veloci. Nessun genitore in attesa del proprio figlio resisterà a connettere il proprio smartphone. Anche se la normativa ora consente di evitare l’identificazione dei clienti, in Italia è sempre bene chiedere al cliente di sottoporsi a qualche forma di identificazione, per questioni di responsabilità nell’uso della rete fatto dai nostri ospiti. In questo modo il cliente accederà ad una landing page, con la quale è possibile presentare offerte, contenuti multimediali ed informazioni. In genere i sistemi chiedono di confermare il “Mi Piace” su Facebook per accedere alla navigazione libera: un ottimo modo per far sapere agli amici del cliente che lui si trova nel nostro locale.

Tramite il Wi-Fi  l’azienda può inviare informazioni che si potranno visualizzare in tempo reale, cioè nel momento stesso in cui si sta visitando il negozio. Ma non solo: tramite un’apposita applicazione l’azienda può attivare strategie di comunicazione digitale mirate ad attirare l’attenzione dei clienti!

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Marketing: il potenziale delle Notifiche Push

Le notifiche push rappresentano una risorsa imprescindibile per chi si occupa di contenuti e, in generale, per chi ha deciso di ottenere buoni risultati dalla propria attività di web marketing.

Oggi è importante mantenere il pubblico coeso e compatto intorno alla propria attività. Occorre lavorare per formare una community e fare in modo che le persone tornino sempre sulle pagine aziendali, anche quando abbandonano il sito.

Cosa sono e a cosa servono le notifiche push?

Con questo termine si intendono le tecnologie che consentono di inviare sui vari dispositivi degli avvisi differenti, con o senza elemento sonoro per attirare l’attenzione. Quindi, in linea di massima, si tratta di un sistema per avvisare il pubblico che c’è qualcosa di nuovo da approfondire:  articolo, offerta, prodotto o notizia.

Il concetto potrebbe trarre in inganno perché richiama la pubblicità vecchio stile, quella che spinge le interruzioni (banner, slogan, cartelloni, volantini…) verso persone disinteressate. Questo tipo di advertising ottiene dei risultati non sempre degni di nota. Ma le notifiche push sono altro.

Il concetto si può trovare nel libro di Seth Godin, Permission Marketing. Qui è presente la soluzione al concetto di notifica push: non occorre più imporre la propria presenza ma chiedere il permesso di comunicare. Se l’interruzione è interessante per l’utente, quindi attivata volontariamente, rispettosa dei suoi ritmi, gestibile in qualsiasi momento, smette di essere un fastidio e diventa una risorsa.

“La tecnologia push è una forma di comunicazione attraverso internet in cui la richiesta di invio ha origine nel server, in opposizione alla tecnologia pull, in cui la richiesta ha origine dal cliente”.

Partendo da questa premessa, le notifiche push sono messaggi istantanei che si ricevono sullo smartphone. I messaggi di WhatsApp, per esempio, sono messaggi push; lo sono anche le notifiche che che si ricevono dal browser o gli avvisi di una nuova mail.

È importante avere chiaro che nonostante siano le notifiche più frequenti nei dispositivi mobile, si utilizzano anche su Internet da pc e attraverso un sistema di iscrizione si abilitano i brand all’invio delle notifiche push.

Perché approfittare delle notifiche push?

Perché si dice che le notifiche push siano migliori? Cosa sono le notifiche push e in cosa si differenziano dai messaggi di testo? È importante chiarire la differenza che esiste tra questi due tipi di azione.

Spesso vengono considerate tecniche di marketing similari ma si tratta di un errore. Da qui lo scetticismo dei responsabili marketing e dell’utente alla ricezione di questo tipo di notifiche. Ovviamente le notifiche push sono messaggi non intrusivi dato che è l’utente a decidere se le vuole ricevere e come.

Il costo delle notifiche

Il costo è una delle maggiori differenze. Molti utenti non hanno tariffe di messaggi di testo illimitati e i costi vengono addebitati per ogni messaggio ricevuto. Ciò può far arrabbiare gli utenti e creare un’immagine negativa del brand. Le notifiche push, invece, sono illimitate e gratuite.

E ancora facendo un piccolo paragone tra Notifiche push e Email Marketing si evidenzia che le aziende che utilizzano le notifiche push per le proprie App, ottengono percentuali di click dieci volte superiori ai risultati registrati dalle mail marketing.

Quali sono i vantaggi dell’implementazione delle notifiche Push nella strategia di marketing?

Molto sinteticamente, i maggiori benefici di questo nuovo canale potrebbero essere riassunti nel modo seguente:

  • Si tratta di un nuovo modo per comunicare con i propri contatti
  • Allo stesso modo, però, è possibile raggiungere anche contatti anonimi
  • Il tipo di interesse ed il livello di coinvolgimento determinato dalle notifiche Push può costituire un ulteriore criterio di segmentazione
  • È possibile incrementare le vendite grazie all’invio di offerte personalizzate con un canale diverso dai pop-up tradizionali
  • Può consentire di generare nuovi lead (contatti anonimi che vengono dirottati sulle pagine del sito e che lasciano quindi i propri dati attraverso la compilazione di un form)
  • Il tipo di risposta che gli utenti forniscono a questi messaggi contribuisce a rendere più precisa la loro profilazione progressiva

Notifiche push e e-commerce

Le comunicazioni tradizionali degli e-commerce passano dalle mail, ma un buon uso delle notifiche push potrebbe dare nuovo impulso alle comunicazioni verso i clienti, o i nuovi visitatori, soprattutto per quanto riguarda le comunicazioni di marketing e remarketing.

Potremo ad esempio “rincorrere” chi ha abbandonato un carrello, inviandogli una notifica per spingerlo a concludere un acquisto, oppure potremo inviare promozioni generiche, o anche in base ad acquisti fatti, o pagine prodotto visitate. Solo la fantasia e il buon senso può limitare le applicazioni di questo utile strumento.

La forza delle notifiche push sta, come detto, nella visibilità che ha il popup, bisogna però tenere conto di tutte le buone norme alla base della comunicazione verso i clienti:

  •  Non bisogna essere troppo invasivi, se si infastidiscono gli utenti con troppi messaggi, si rischia di vedersi bloccati, e quindi disattivata la possibilità di inviare notifiche
  •  Bisogna attirare l’attenzione con un messaggio adeguato
  •  Bisogna inviare messaggi che possano interessare all’utente
  •  Bisogna inviarle al momento giusto: quando si pensa che l’utente sia pronto a ricevere il messaggio e pronto ad eseguire l’azione che ci aspettiamo.

Qualche esempio di Notifica push intelligente

Ricordiamo prima di tutto che: la geo-localizzazione è fondamentale per ogni tipologia di notifica push. Il consenso al monitoraggio continuo della tua posizione è la condizione preliminare. Si entra così in un’area “fence” o “geo-fencing”.Per esempio se si scarica l’App del Meteo, inserendo la tua posizione, ogni giorno e alla stessa ora, l’App ti invierà una notifica push d’aggiornamento sul meteo della giornata.

Altre notifiche più complesse? Se si usa Google Calendar e settimanalmente si ha un appuntamento fisso, l’App lo memorizza e ti avverte settimanalmente dell’evento, senza che tu abbia richiesto l’informazione.

Ancora di più: Google Maps sa che ogni mattina percorrete la stessa strada per andare al lavoro e l’orario in cui generalmente uscite di casa, la notifica push comunicherà quotidianamente il traffico e l’orario esatto di arrivo in ufficio. Insomma, le notifiche push sono ormai parte della nostra vita, del nostro normale utilizzo degli smartphone. Sfuggirne è quasi impossibile, ma crediamo che la cosa che più conta è imparare a gestirle al meglio.

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DIGITAL MARKETING E L’EVOLUZIONE DELLA COMUNICAZIONE DIGITALE

Se oggi la comunicazione è sempre meno teorica e sempre più esperienziale, le strategie durano un lasso di tempo breve ed imprevedibile, i piani di comunicazione sono estinti; perché la comunicazione digitale, parafrasando un vecchio pay off (adagio/mood), è la nuova anima del commercio?
La comunicazione digitale pervade tutti i canali, è trasversale a tutte le aree del marketing.
E fin qui niente di nuovo sotto il sole.

Il dato davvero interessante è che le vendite in negozio sono sempre più influenzate dai canali digitali. Il 36% delle imprese del settore abbigliamento/accessori valuta l’influenza dei canali digitali al 25-50% delle vendite.
La comunicazione digitale non è solo la strada per costruire labrand reputation e per portare visitatori nei punti vendita, ma è un insieme di metodi per aiutare il consumatore nella scelta dei prodotti e per stimolare direttamente o indirettamente la transazione.

Destreggiarsi nella comunicazione digitale

Le relazioni tra soggetti, messaggi  e mezzi non sono lineari, ma reticolari, questo fa si che la comunicazione oggi sia veloce (tempestiva), in continuo cambiamento, interattiva, reattiva, economica, facile da attuare in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo grazie alle tecnologie e ai device mobili con le loro applicazioni per la produttività, la condivisione sociale, la gestione di blog e feed, l’invio di e-mailing e l’analisi dei risultati delle attività di comunicazione.
Se tutto questo confonde o complica il percorso, consideriamo che pur sempre l’esperienza gioca un peso determinante.
Inoltre, l’uso degli strumenti di comunicazione digitale è ormai alla portata di tutti, come Google insegna, la vera abilità sta nel conoscerne le potenzialità e saperli pianificare insieme per l’obiettivo che ci si è posti. Ognuno dovrà tirare la volata all’altro e raggiungere il traguardo obiettivo.

La comunicazione digitale è la soluzione?

Sempre più spesso si parla di aziende che si digitalizzano e rimangono al passo dei tempi.

Ma spesso ci siamo interfacciati con imprenditori  e/o aziende non di ampie vedute e ci siamo sentiti dire “ma io ho sempre fatto senza quelle cose innovative, non ne ho bisogno”.

Cosa c’è di più sbagliato in quest’ultima affermazione? Proviamo a spiegarlo con un semplice paragone. Prendiamo per esempio la velocità di accesso a internet delle ADSL che negli ultimi 10 anni è cambiata radicalmente; se nel 2008 la velocità media delle connessioni si assestava intorno alle 5-10 Mbps, oggi abbiamo accessi con velocità medie sui 100 Mbps! Tradotto in termini pratici? Questa evoluzione da l’opportunità di accedere a una maggior quantità di dati e soprattutto a una velocità maggiore; in sostanza ha introdotto nuovi scenari e nuove possibilità in tutti i settori, dal semplice bar di paese all’azienda internazionale.

Pensate, in poco meno di 10 anni sono cambiate le nostre abitudini, il nostro modo di pensare e di comunicare. I principali social network che oggi conosciamo bene, hanno visto la loro diffusione in questi ultimi anni e siamo sempre più social e siamo sempre più connessi alla rete, quasi 24h su 24.
Questo essere sempre più social e sempre più online, sempre più su Google per cercare le risposte ai nostri problemi, ha fatto si che anche il modo di comunicare e promuoversi sia cambiato e si sia evoluto.

Grazie alla comunicazione digitale infatti, il potenziale cliente può ricercare le informazioni di cui ha bisogno e solo ciò che è di proprio interesse navigando sul web e sui social network. I Social network, infatti, offrono la possibilità di mostrare la propria comunicazione a un target definito e specifico, aiutando a sviluppare la Brand awareness e a vendere i propri servizi o prodotti.

Molto spesso però, aziende o imprenditori  scelgono a priori di investire solo sui social network e di agire autonomamente per poi richiedere un aiuto  o un intervento da specialisti del settore perché ciò che realizzavano non produceva i risultati sperati; si parla così di strategia digitale, dove tutti i supporti di comunicazione digitale devono funzionare a dovere, ognuno per uno scopo differente, ma facenti parte tutti di una strategia di digital marketing.

Ma quali siano i canali digitali più adatti per effettuare le azioni di web marketing?

Ovviamente nessuno di essi è efficace da solo, ma andrebbero combinati in modo da trasformare gli utenti del web in potenziali clienti o in persone interessate al brand ed ai suoi prodotti. Vediamo i principali :

  • Sito Web: il sito web, non serve nemmeno dirlo, è la base di tutto. Ogni altra azione ha lo scopo di portare traffico sulla pagina aziendale, che sarà chiara, con un design responsive e facilmente navigabile anche da smartphone e strutturata in modo da portare gli utenti a trovare facilmente le informazioni di cui hanno bisogno
  • Blog: altro strumento di assoluta e fondamentale importanza per fare content marketing, ovvero sfruttare le proprie competenze per creare contenuti utili, rilevanti e di qualità. In questo modo si può aumentare la propria reputazione e farsi conoscere da un maggior numero di potenziali clienti, anche se si è una piccola azienda locale
  • AdWords: la principale forma di pubblicità su internet, semplice e alla portata di tutti, sono gli annunci a pagamento su Google. Si scelgono una serie di parole chiave rilevanti e si investe un budget quotidiano, pagando solo i clic effettivamente ricevuti. Di fondamentale importanza è ottimizzare ciò che accade dopo il clic in base agli obiettivi stabiliti in precedenza
  • SEO: Search Engine Optimization, ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca. Si tratta di una serie di azioni da compiere sia sulle pagine del sito che fuori, ad esempio trovando link di qualità in entrata, per migliorare il proprio posizionamento organico (cioè non a pagamento) sui motori di ricerca. Si tratta di un’attività lunga e costosa, ma che può dare grandi risultati nel medio e lungo periodo
  • Social Media: tutti parlano di Social Media Marketing, ma è veramente possibile fare business attraverso i Social Media anche se si è piccoli e con poco budget a disposizione? La risposta è sì: combinando strategicamente creazione di contenuti, condivisione sui diversi social e campagne a pagamento si possono raggiungere grandi risultati. Ovviamente, bisogna avere sempre ben chiari gli obiettivi
  • Email marketing: DEM e newsletter sono strumenti ancora molto utili per far conoscere alle persone le proprie iniziative. Gli americani dicono The money is in the list, il denaro è nelle liste. Se è stata svolta una buona attività di lead generation è possibile trasformare questo patrimonio di dati in opportunità di business anche a medio e lungo termine
  • Landing Page: le azioni di Social Media Marketing, email marketing e le campagne AdWords dovrebbero sempre essere legate ad una landing page ottimizzata per il prodotto o servizio che si sta promuovendo. Una landing page, o pagina d’atterraggio, è una semplice pagina con poche informazioni necessarie a spiegare i vantaggi dell’offerta ed una sola call to action, cioè azione da compiere. Che sia lasciare i contatti, far partire una chiamata o comprare qualcosa è importante che non ci sia dispersione e che si lavori sull’impulso, nel momento in cui l’interesse delle persone è massimo perché hanno appena cliccato un annuncio o un post che ha catturato la loro attenzione
  • eCommerce: se si hanno dei prodotti da vendere è importante creare un negozio online che sia ben strutturato ed offra un’esperienza d’acquisto divertente e semplice, per non perdere potenziali clienti. Bisogna tenere a mente che gestire un negozio online, come un negozio reale, richiede tempo, investimento e attenzione per mantenere sempre aggiornati catalogo, prezzi e prodotti. Chi entrerebbe in un negozio che non cambia le vetrine per tre mesi?
  • App Mobile/Mobile Website: più del 50% del traffico internet ormai avviene da dispositivi mobili, in particolare attraverso le app degli smartphone. E’ quindi fondamentale far sì che le proprie risorse online siano facilmente rintracciabili e fruibili da questi apparecchi. Inoltre, un’app aziendale è utilissima anche per creare fidelizzazione e per aumentare la reputazione di un brand.
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SHOPPING ON AIR

Gli acquisti ai tempi di Instagram

Di Annarita Mastroserio

 

Che Instagram sia diventato uno dei canali più influenti nei più disparati settori commerciali ormai è fuor di dubbio. Proprio per questo motivo l’app cambia volto sempre più frequentemente con aggiornamenti, tool e novità.

Già da qualche tempo abbiamo parlato della possibilità di effettuare acquisti attraverso Instagram, non a caso sempre più negozi hanno introdotto un vero e proprio ecommerce all’interno della piattaforma consentendo agli utenti di cliccare sul prodotto, visionare le varianti (colore, taglie) e procedere all’acquisto.

Facile no? In effetti lo scopo è semplificare il più possibile la procedura di acquisto del prodotto ed Instagram ci riesce alla perfezione!

A velocizzare ulteriormente la procedura c’è anche:

  • La possibilità di registrare una carta di credito collegata al profilo del cliente (che evita di essere reindirizzati ad un altro sito che richiederebbe informazioni di pagamento risparmiando tempo)
  • Impostare un PIN per garantire la sicurezza della transazione (una volta configurato l’account gli igers potranno effettuare in tutta sicurezza gli acquisti)
  • Acquistare senza uscire dall’App Instagram (i criteri di pagamento corrispondono agli stessi adottati da Facebook)
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SUCCESS – HOW TO GET IT

Di Annarita Mastroserio

 

Avere successo nella vita è il sogno di tutti ma qual è il segreto, o meglio, quali le strategie per avvicinarsi a questo obiettivo?

L’organizzazione e la concentrazione sembra essere all’apice di tutto, ma vediamo uno per uno i nostri suggerimenti:

1 – Evitare il multitasking: sebbene la stessa tecnologia ci abbia abituati a tenere sotto controllo più di un impegno, in realtà “concediamo” poca attenzione ai nostri compiti. L’ideale sarebbe creare una scaletta di priorità da seguire per tener bene a mente tutti gli impegni investendovi le giuste energie.

2 – Programmare delle pause: durante la giornata di lavoro è necessario inserire delle pause, anche di pochi minuti, che però ci consentono quasi inconsciamente di rimodulare impegni e priorità concedendoci anche il privilegio di “staccare la spina” e riprendere a lavorare più carichi di pima.

3 – Fare una scaletta degli impegni del giorno: la tecnologia in questo senso ci viene incontro con agende digitali e annesse sveglie e allarmi ma è bene avere cura di non tralasciare gli impegni più gravosi a fine giornata.

4 – Discutere di idee e progetti può essere un ottimo esercizio mirato a raggiungere scopi concreti: è importante che ci sia un continuo scambio di idee se vogliamo raggiungere obiettivi perché, oltre a creare uno stato d’animo predisposto al confronto, consente di valutare pro e contro in un clima di collaborazione.

5 – Scegliere percorsi alternativi: spesso le persone creative ed anticonformiste trovano le regole comuni troppo stringenti, ed è per questo che bisogna lasciare spazio a idee nuove, abitudine che si traduce anche con la creazione di regole differenti.

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LE PICCOLE AZIENDE MARKETING

Gestire un’azienda comporta sforzi non indifferenti e perché quindi non affidarsi ad una piccola agenzia di web marketing?

Al contrario di quello che si potrebbe pensare, le piccole agenzie di marketing hanno maggiori risultati rispetto a quelle più grandi per diversi punti.

Una piccola agenzia locale dà la possibilità all’imprenditore che si affida ad essa di poter raggiungere fisicamente la sede centrale con la finalità di capire le esigenze del cliente in un incontro face to face.

Una piccola agenzia è attenta ai dettagli e non lascia mai nulla al caso, ti segue passo dopo passo offrendoti nuove possibilità  e idee per migliorare la strategia di marketing per la tua azienda.

Infine una piccola agenzia è come una grande famiglia con la quale confrontarsi e raggiungere traguardi sempre più lontani.

Da piccole realtà nascono grandi sogni!

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L’IMPORTANZA DELLA GRAFICA NELLA COMUNICAZIONE

L’evoluzione della grafica oggi deriva dall’evoluzione del linguaggio html e nello stile delle pagine web.

La forza della comunicazione visiva risiede nella capacità delle immagini di “penetrare” in maniera semplice nel cervello umano rimanendo impresse.

Il pregio della comunicazione visiva è la capacità di semplificare e immagini in concetto riuscendo allo stesso tempo ad attirare l’attenzione del pubblico.

Affinché risultino efficaci è necessario saperle utilizzare nel modo adeguato, in caso contrario potrebbe essere un’arma a doppio taglio.

Per una valida comunicazione a livello visivo dev’esserci alle spalle un’idea vincente sviluppata nel modo giusto.

Importante inoltre è l’utilizzo e la scelta del font a seconda di ciò che si intende comunicare.

Un carattere scelto con cura servirà a dare maggiore risalto a ciò che si intende comunicare.

 

Federica Silletti

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COME UTILIZZARE FACEBOOK PER LE AZIENDE

Esiste un fattore tempo nella portata organica dei nostri post sulle pagine aziendali di Facebook? Sicuramente sì! Si parte innanzitutto dal piano editoriale, necessario affinchè la strategia da attuare sia valida.

Il piano editoriale prevede una corretta  composizione dei post i quali devono essere sintetici, chiari e d’informazione.  L’efficacia del post è maggiore quando il materiale fotografico che si va ad utilizzare proviene direttamente dall’azienda stessa poiché essendo foto reali hanno la capacità di avvicinare la clientela sotto diversi punti di vista. Ancora maggiore è quando le foto pubblicate, sono foto direttamente dei clienti attraverso un repost. Importante è indicare sempre la geolocalizzazione dell’azienda .

Il piano editoriale prevede una strategia di marketing efficace anche attraverso l’uso di grafiche personalizzate, post che riprendano almeno due volte a settimana il “dove siamo” e il “come contattarci” e l’iscrizione a gruppi Facebook nei quali pubblicizzare la pagina.

Durante la scrittura dei post vi è particolare attenzione al pubblico al quale l’azienda si vuole rivolgere, importante è quindi il linguaggio da utilizzare a seconda della clientela.

Gli algoritmi di Facebook tendono a cambiare spesso, attualmente è opportuno fare circa due post al giorno in orari specifici. Gli orari specifici si possono verificare grazie agli insight, i quali delineano in maniera specifica il numero di persone che hanno interagito con la nostra pagina e i nostri post e in che orario l’hanno fatto.

Un consiglio è quello di non cercare di vendere a tutti i costi attraverso i post, ma creare contenuti di valore, per far apprezzare il tuo brand e sfruttare questo vantaggio in un secondo momento per vendere.

 

Federica Silletti

GRAFICA 3D E REALTÀ

Di Annarita Mastroserio

Ormai imprescindibile dalla nostra realtà quotidiana la Grafica 3D riveste ogni campo (cinema, televisione, videogiochi ma anche architettura, ingegneria, arte…) ovunque sia necessario ricreare ex novo spazi virtuali realizzati direttamente dal computer.

Sono numerosi i motivi che rendono necessario l’utilizzo del supporto grafico 3D:

1 Consentire di vedere rappresentati oggetti così come saranno realizzati nella realtà

Questo avviene tramite il processo d i rendering ovvero di calcolo di tutte le varianti del caso affinché gli algoritmi riescano a calcolare e simulare il comportamento ad esempio della luce, oppure delle proprietà ottiche e fisiche di oggetti e materiali.

2 Dettagli di informazioni dell’oggetto rappresentato

In caso di progettazione di lavori a distanza attraverso la grafica 3Dè possibile facilitare nel committente la percezione del prodotto finale.

3 Ridurre i margini di errore

Vedendo rappresentato un oggetto in 3D è facile individuare eventuali errori e correggerli prima ancora che essi vengano trasmessi al prodotto finale riducendo in questo modo anche i costi della materia prima.

4 Introduzione dell’oggetto nel contesto

In questo modo l’oggetto rappresentato viene proiettato all’interno di una stanza o di un ambiente ideale affinché ne venga valutato l’ingombro, la posizione quindi un ulteriore avvicinamento alla percezione del prodotto come sarà nella realtà

DOMOTICA: FANTASCIENZA O REALTÀ?

Di Annarita Mastroserio

Tapparelle che si alzano al suonare della sveglia, luci che si accendono al calar del sole, climatizzazione delle stanze, accensione e spegnimento automatico degli elettrodomestici, persino il frigo che avverte gli abitanti della casa quando i cibi si avvicinano alla scadenza…

Questa non è fantascienza ma realtà!

Da tempo la parola “domotica” è entrata nel gergo comune ma spesso senza una reale comprensione delle infinite potenzialità racchiuse al suo interno.

Domotica deriva da “domus” (latino “casa”), e robotica quindi lo studio delle tecnologie volte a migliorare e semplificare la vita degli abitanti della casa assecondando le loro esigenze e migliorando, in tal caso, le loro abitudini.

A differenza degli impianti del passato le apparecchiature ora comunicano tra logo interagendo con un unico dispositivo di controllo dal quale gestire tutto. In genere si tratta di un tablet, un telecomando o un pannello touch screen.

Tra i vantaggi della domotica sicuramente c’è:

la sicurezza: gestione accessi all’abitazione, videocontrollo delle stanze

il risparmio energetico: accensione e spegnimento elettrodomestici per evitare sovraccarichi o sprechi, pianificare irrigazione, gestire riscaldamento dell’acqua…

gestione domestica a distanza: è possibile gestire la casa comodamente dal proprio pc o smartphone senza essere nell’abitazione.

Cosa aspettiamo? Il futuro è qui!