SEO

SEO – Search Engine Optimization

Il SEO (Search Engine Optimization), è un’ottimizzazione per i motori di ricerca e per gli utenti che li utilizzano.

Comprende una serie di tecniche e strategie, che permettono ad un sito web di essere trovato dagli utenti sui motori di ricerca (tra i risultati non a pagamento), nel momento zero, cioè nel momento in cui stanno cercando informazioni su determinati contenuti, prodotti o servizi.
Questo insieme di tecniche e strategie, permettono ai contenuti di un sito web di essere visibili tra i risultati organici dei motori di ricerca e di essere trovati da utenti interessati a quella determinata tipologia di contenuto.

Quando si parla di SEO è importante pensare al miglioramento del traffico ricevuto e non all’aumento di traffico.
Il SEO infatti, consente di migliorare la qualità di un sito web, per fornire informazioni più attinenti possibile alle informazioni cercate da un utente.
Inizialmente il motore di ricerca veniva usato per trovare i siti a partire da parole chiave, e non direttamente le informazioni.

Oggi un motore di ricerca è usato come “scorciatoia” per arrivare ai siti più “importanti”.
Google ha integrato nel motore di ricerca servizi che sono un po’ fuori dalla natura stessa del motore di ricerca.
Tra i tanti servizi, troviamo il suggerimento delle ricerche, uno dei più usati e uno dei più importanti, perché ha aperto la strada alla nascita del motore semantico.

Il motore semantico è un motore di ricerca che interpreta la richiesta dell’utente e la analizza, con lo scopo di dedurre il significato di una determinata parola sfruttando le altre parole a cui questa viene accostata nella ricerca dell’utente.
La ricerca non si basa più su Parole Chiave, ma su Long Tail.
I principali intenti di ricerca di un utente sul web sono:
Informativo: bisogno di essere soddisfatto direttamente con una informazione
Transazionale: l’informazione è un obiettivo intermedio per raggiungere quello finale

Se i risultati consentono all’utente di raggiungere il suo obiettivo, il search engine ha saputo soddisfare i suoi bisogni informativi. La coincidenza tra search intent e user intent è indispensabile.
La semantica è lo strumento a disposizione del motore di ricerca per intercettare il search intent.
E comprendere quello che l’utente non dice esplicitamente nella query ma vuole ottenere.
Quando l’utente digita una query si esprime in linguaggio naturale.

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Graphic Design

Un concetto polivalente che ruota attorno al mondo della comunicazione visiva, il Graphic Design è la fusione di testo ed immagini che, ben equilibrati fra loro, sono in grado di trasmettere in maniera efficace un messaggio ad un pubblico perseguendo le logiche commerciali.

Il Graphic Design è, dunque, un professionista che annovera tra le sue competenze anche la fotografia e la tipografia, è in grado di “leggere il bello”, è appassionato di arte e sa cosa fa tendenza.

Spirito critico, creatività , attenzione ai dettagli sono solo alcuni degli aspetti importanti per questa disciplina che ha il compito d contribuire a costruire l’immagine aziendale.

Nel momento in cui un’azienda decide di avvalersi della collaborazione di un Graphic Design essa affida nelle sue mani tutto ciò che riveste il suo rapporto col pubblico.

Logo, packaging, brochure e manifesti sono solo alcuni esempi di una comunicazione che ha un respiro molto più ampio e fa l’occhiolino anche alla comunicazione subliminale, a quella che passa attraverso la scelta di determinati colori e forme che evocano, in maniera inconscia, una certa fetta di realtà.

Quali sono le fasi che determinano la nascita di un prodotto creativo?

Tutto inizia dalla generazione di un’idea, il concept design , che ha luogo nella mente del creativo e trae linfa vitale dalle conoscenze visive e tecniche maturate nel tempo, per poi arrivare alla definizione del prodotto.

Annarita Mastroserio

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Web marketing – strategia parte I

Una buona visibilità nel mondo del web è fondamentale per le aziende che vogliano lanciarsi sul mercato mondiale. Alla base ci deve essere un’analisi approfondita che consenta di analizzare, monitorare e migliorare tutti quegli aspetti che ruotano attorno all’azienda e che la rendono riconoscibile al pubblico.

Noi della Naycom Agency analizziamo la situazione di ogni azienda che chiede il nostro affiancamento e, a seguito di briefing accurati, organizziamo una strategia ad hoc.

Gli step che affrontiamo sono molteplici, eccone alcuni:

Realizzare un sito mobile friendly che, il più delle volte, significa ammodernare quello già esistente per renderlo adatto ad essere visitato tramite smartphone oltre che pc e tablet.

Attività di SEO che consente ai siti di poter avanzare rispetto agli altri ed essere tra i primi nella ricerca degli utenti, quindi più facilmente consultabili.

I Social Media, ormai imprescindibili per qualsivoglia azienda, sono necessari ma vanno dosati con cautela ma devono necessariamente scaturire da una ben consolidata web reputation.

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SOCIAL MEDIA MARKETING & AZIENDE

Quotidianamente si sente parlare di Social Media Marketing aziendale ma, soprattutto per le piccole e medie attività, esso rappresenta una pratica secondaria (spesso delegata a gente inesperta che se ne occupa nei ritagli di tempo).

È fondamentale chiarire che, dato l’utilizzo medio dei social nel corso della giornata (31 milioni solo in Italia) l’importanza che rivestono è indubbia. Per questo motivo occorre essere presenti, ma soprattutto “attivi” nel web curando ogni singolo post, foto o video affinché raggiunga il più vasto pubblico e acquisisca consensi.

 

Quali sono le parole chiave?

Opportunità: perché i social devono essere “sfruttati” al meglio per raggiungere clienti (facendo leva sull’immagine del brand, sulle emozioni, sul coinvolgimento diretto del cliente).

Customer Care: ovvero l’assistenza al cliente, che deve essere al primo posto in ogni caso, anche quando commenta un servizio con toni non appropriati è bene mantenere la calma ed essere educati accompagnandolo verso la soluzione del problema affinché lo svantaggio venga a proprio favore e, non a caso, Jonathan Lister ha affermato: non è necessario “vendere sempre” ma “essere sempre d’aiuto”.

Buzz Marketing: Da “buzz”, il ronzio delle api, deriva questo concetto noto anche come “marketing non convenzionale” finalizzato ad accrescere il numero di conversazioni su un prodotto o servizio accrescendone la notorietà e la buona reputazione.

Brand Image: rappresenta un concetto molto vasto attorno al quale ruota l’identità stessa dell’azienda. Parliamo del Naming (il nome dell’azienda), del Logo (l’immagine che racchiude in pochi tratti l’essenza dell’azienda) e, non meno importante, il Payoff (noto anche come slogan, è una frase breve e semplice da ricordare associata alla marca e che ne esprime i valori).

Tutti questi aspetti concorrono a dare un’immagine dell’azienda che deve risultare univoca e positiva. Per questo il Social Media Manager deve tenere in considerazione una serie di elementi prima di condividere un “semplice post” conoscendo il target del pubblico e le loro aspettative puntando sulla fidelizzazione e sulla capacità di sorprendere.

Noi del team di Naycom ci occupiamo di tutta la sfera “social” delle nostre aziende sincronizzando tutte le piattaforme (facebook, instagram, twitter…), intercettando potenziali clienti e ottimizzando le risorse.

I nostri clienti ci affidano la loro presenza sul web e noi diamo loro una veste grafica accattivante, un sito, una presenza sui Social attiva e positiva assieme a tanti altri servizi…

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info@naycomagency.it

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L’app di Google suggerisce eventi nelle vicinanze, ma per ora solo negli USA (foto)

La proposta di eventi, luoghi e manifestazioni nelle vicinanze sembra essere una delle nuove frontiere dello sviluppo dei motori di ricerca. Qualche mese fa Facebook ha rilasciato addirittura un’app apposita per tale funzione, ed anche Google ha deciso di dare una mano ai propri utenti tramite la propria app mobile.

Da oggi, ogni qual volta un utente digiterà una stringa del tipo “mostre d’arte questo weekend” o “concerti a Roma a luglio”, nell’app di Google comparirà un box in cui verranno suggeriti gli eventi più interessanti in base alla posizione e alla data scelte.
Per adesso, il motore di ricerca estrapola i risultati relativi agli eventi da servizi come Eventbrite e Meetup, ma sono già state rilasciate delle linee guida per permettere a tutti i siti di integrare i loro servizi.
LEGGI ANCHE: Facebook sta testando le guide alle città
Come al solito, la nuova funzione è già in roll-out sulle app Google per Android e iOS per gli utenti che vivono negli USA, mentre per noi residenti del vecchio continente non ci sono ancora date certe.

Fonte: Mobileworld.it

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Windows 10 S rischia di rimanere senza Google Chrome

Il browser di Google potrebbe non arrivare su Windows 10 S, dove i browser devono obbligatoriamente usare i motori di rendering Microsoft

 

Le rigorose politiche software di Microsoft sulle applicazioni di Windows 10 S potrebbero impedire a Google di portare Chrome sul sistema operativo “ridotto” di Redmond. Anche se Google decidesse di supportare la versione semplificata di Windows, richiederebbe una applicazione molto diversa da quella che gli utenti desktop sono abituati a vedere oggi.

ZDNet ha confermato che le applicazioni di Windows Store per navigare su Internet – i browser (Chrome, Firefox e altri) dovranno utilizzare i motori HTML e JavaScript forniti dalla piattaforma Windows. Attualmente su Windows il codice sottostante di Chrome non utilizza tali motori.

Windows 10 S consente agli utenti di installare solo applicazioni da Windows Store, per cui questa disposizione sembrerebbe eliminare qualsiasi possibilità di poter vedere Chrome sulla piattaforma – a meno che Google non riscriva il suo browser per fargli utilizzare i motori di Microsoft. Anche in quel caso comunque gli utenti non potrebbero scegliere Chrome come browser predefinito, una delle limitazioni di Windows 10 S.

Google è già venuto a compromessi in situazioni di questo genere: la versione di Chrome su iOS utilizza ad esempio WebKit anziché il motore Blink di Google. È basato sullo stesso motore di Safari, ma dal punto di vista di interfaccia e aspetto è identico al Chrome che gli utenti conoscono. Per il momento Google non ha ancora commentato la notizia, né dichiarato come si comporterà.

 

Fonte: Macitynet.it

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Google, al via il Grand Tour d’Italia: viaggio a 360° da Venezia a Palermo

Quattro tappe virtuali da Nord a Sud (Venezia, Siena, Roma e Palermo) e 1300 tra immagini, foto e video, molti dei quali a 360°, comprese quelle di mostre e inizative realizzate dai partner del progetto promosso dal Google Cultural Institute

VENEZIA – Da Goethe a Google. La metamorfosi del Grand Tour passa dallo schermo di uno smartphone, un video a 360 gradi e un visore Cardboard per vivere la magia dei fuochi d’artificio nel bacino di San Marco alla festa del Redentore, o i preparativi per il Palio di Siena in piazza del Campo. Il Tour che a partire dal XVII secolo formò i giovani aristocratici europei e che Goethe raccontò nei due volumi del “Viaggio in Italia”, rivive oggi in quattro tappe virtuali da Nord a Sud (Venezia, Siena, Roma e Palermo) e 1300 tra immagini, foto e video, molti dei quali a 360°, comprese quelle di mostre e inizative realizzate dai partner del progetto promosso dal Google Cultural Institute.
Google: da Venezia a Palermo, parte il Grand Tour d’Italia.

Sono il Comitato giovani della Commissione italiana per l’Unesco, la Fondazione Musei Civici di Venezia, l’Accademia dei Fisiocritici e il Consorzio per la Tutela del Palio di Siena, Outdoor Project a Roma, e il Teatro Massimo a Palermo: istituzioni che hanno deciso di mettersi in gioco e mostarsi al mondo in questo viaggio digitale su Google Arts & Culture, piattaforma che il gruppo di Mountain View ha lanciato per gli amanti dell’arte, e che fino a oggi permette di esplorare opere d’arte e documenti di oltre 1400 tra musei, archivi e organizzazioni.

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“La tecnologia che noi mettiamo a disposizione delle istituzioni e delle comunità locali – spiega Amit Sood, fondatore e direttore di Google Arts and Culture, – ci permette oggi di far vivere a tutti esperienze che un tempo erano solo delle elite”. Entrando, ad esempio, nei dettagli delle vedute di di un Canaletto, grazie alle immagini catturare con Art Camera (sei i quadri riprodotti ad altissima risoluzione), con oltre un miliardo di pixel, per scoprire quei volti tratteggiati con piccole macchie di colore, laggiù in fondo sulla riva. O ancora salendo sul palco del Teatro Massimo di Palermo per conoscerne i protagonisti, o passeggiando tra la opere di street art che hanno ridato colore e riqualificato alcuni quartieri romani o, con un salto indietro nei secoli, fermandosi davanti alla Statua di Pasquino per conoscere la storia delle statue parlanti.

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“Con questo progetto per la prima volta raccontiamo un’idea e questo è stato possibile grazie ai partner, – aggiunge Sood – perché noi ci occupiamo di tecnologia, ma sono loro ad avere la competenza culturale, a dirci quali storie raccontare”. Una fruizione virtuale che, si dibatte da tempo, rischia di alontanare i visitatori dall’esperienza reale? “Mi sono interrogato a lungo su questo aspetto: se penso a un bambino di 10 anni di Bombay che potrà assistere alla festa del Redentore di Venezia, o ammirare un quadro del Canaletto immagino che per lui possa essere un’esperienza più che soddisfacente – riflette Sood, ingegnere nato e cresciuto in India, – ma è chiaro che le cose cambiano se chi si immerge nell’esperienza virtuale è a venti minuti dal museo. Credo che in ogni caso sia un’esperienza complementare rispetto a quella reale, che può aiutare a capire meglio l’opera”.

Sono i numeri, aggiunge Sood, a dire che negli ultimi cinque anni è aumentato il numero di musei e istituzioni che si muove sul digitale e allo stesso tempo il numero dei visitatori. E anche Google al tour virtuale – presentato oggi a Venezia – affiancherà quello reale, facendo tappa nelle quattro città, con installazioni digitali capaci di amplificare l’esperienza del Grand Tour.

 

Dai canali di Venezia al palco del Teatro Massimo di Palermo: il Gran Tour è su Google

A Venezia dal 19 al 21 maggio all’Arsenale Nord si potrà, indossando i visori, fare un giro nello spazio con Google Earth VR, immergersi nei video a 360° o dipingere in 3D con Tilt Brush. A fine giugno tappa a Siena, poi Roma e Palermo, entro fine anno. Spazio anche a seminari e workshop per diffondere le competenze digitali. Un’iniziativa che il managing director di Google Italia, Fabio Vaccarono, spiega così: “L’Europa ci dice che da qui al 2020 ci saranno un milione di posti di lavoro che non riusciremo a coprire per la mancanza di competenze digitali, noi diamo il nostro contributo”.

 

Fonte: Repubblica.it

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Google diventa più preciso (e meno severo) nel rimuovere la pubblicità

Le novità della piattaforma Adsense per colpire i siti che violano le norme di Mountain View

 

Interventi più rapidi e più precisi per prendere le distanze dai siti creati solo per ospitare pubblicità o per far circolare materiale contraffatto o inappropriato senza, però, colpire eccessivamente gli editori. È quanto ha appena annunciato Google, allineandosi alla strategia di Facebook (di sfruttare la pubblicità per ripulire la piattaforma) e reagendo al boicottaggio di YouTube da parte degli inserzionisti dello scorso marzo.
La nuova tecnologia di AdSense permette di intervenire sulle singole pagine «colpevoli» e non sugli interi siti. Questo vuol dire che un proprietario pizzicato a violare le regole di Mountain View potrebbe non perdere del tutto la pubblicità di AdSense ma sarebbe costretto a farne a meno solo nelle pagine incriminate. Ci guadagna anche Google, che con gli editori dei portali condivide gli introiti. Nel solo 2016 ha distribuito 11 miliardi di dollari a chi ospita i suoi spazi per gli annunci. Un settore in netta crescita: nel 2012 i miliardi erano due. «Continueremo ad agire a livello dell’intero sito, laddove necessario, così come se necessario continueremo a chiudere gli account del publisher (per esempio in caso di violazioni esemplari o ripetute)», ha spiegato Scott Spencer, director Sustainable Ads di Google. «Così potremo agire più rapidamente e in modo più preciso», ha aggiunto. I proprietari dei siti avranno inoltre a disposizione un nuovo Centro norme per trovare e gestire le informazioni sulle azioni intraprese dal colosso.

Fonte: Corriere.it

Le spettacolari foto di Google in un vulcano dell’Oceania

Niente e nessuno sembra riuscire a fermarli. Dopo città, isole, parchi nazionali e luoghi più o meno insoliti (come l’installazione di Christo sul lago di Iseo), il team di Google Maps è sceso in un vulcano e ha completato la mappatura Street View di Marum, il più grande cratere lavico del mondo. Marum si trova sull’isola di Ambrym, nell’arcipelago delle Vanuatu, situato a 1750 chilometri est dell’Australia nel Pacifico meridionale. Un luogo remoto, dove pochi turisti hanno messo piede. Che oggi sarà un po’ meno remoto grazie al team di Google.
Grazie a Street View di Google Maps, gli utenti da ogni parte del mondo potranno dunque immergersi in profondità (400 metri) nel cratere, uno dei nove attivi dell’arcipelago. Vanuatu – Repubblica indipendente dal 1980 – è formato da 80 isole vulcaniche ricoperte da una giungla lussureggiante. A causa dell’intensa attività vulcanica, sono frequenti i terremoti, l’ultimo dei quali nell’ottobre del 2015.

Il lago di lava ripreso da Google – grazie al contributo della compagnia specializzata Ultimate Volcano Expeditions – è ampio come due campi di calcio. Il capo del villaggio di Endu, alle pendici del vulcano, ha spiegato al team di Google: “Crediamo che i vulcani Marum e Benbow siano diavoli. Se scali un vulcano, devi stare molto attento perché i due vulcani possono arrabbiarsi in ogni momento. Secondo la nostra tradizione, Benbow è il marito e Marum e la moglie: le loro discussioni si manifestano con le eruzioni”.

L’arcipelago è stato colpito dal ciclone Pam, qualche anno fa, e da allora sta ricostruendo le sue infrastrutture. Ora la situazione pare essersi ristabilita, tanto che il capo di Endu ha invitato a tornare a Vanuatu, a sperimentare la sua incredibile bellezza remota e a imparare le tradizioni culturali. “Rendere Vanuatu più accessiblle al mondo è un passo importante per stabilire un’economia sostenibile e preservare la nostra cultura”.